sabato 23 marzo 2013

L'Osservatore Romano
Sono ormai vanificati nella Repubblica Centroafricana gli accordi sottoscritti in gennaio in Gabon tra il presidente François Bozizé e i ribelli della coalizione Seleka (alleanza, in lingua locale sango) insorti in armi in dicembre. Nonostante l’insediamento di un Governo di unità nazionale con nei ruoli guida esponenti politici di Seleka, le milizie di quest’ultima hanno ripreso l’offensiva.
Bozizé ha annunciato la liberazione dei prigionieri politici, ma gli insorti hanno detto che è «troppo poco e troppo tardi» e chiedono le dimissioni del presidente e il ritiro delle truppe sudafricane dispiegate nel Paese prima ancora degli accordi in Gabon, ma la cui presenza è stata confermata in quella sede. La richiesta è stata seccamente respinta dal ministro degli Esteri sudafricano. A conferma del deterioramento della situazione, il vescovo di Bangassou, Juan José Aguirre Muños, ha denunciato all’agenzia di stampa Fides reiterate e sistematiche violenze contro la comunità cattolica da parte degli insorti, nelle cui file ha specificato esserci molti miliziani islamisti stranieri. Secondo il vescovo, i ribelli hanno una lista di persone da colpire, con al primo posto lui stesso.
L'Osservatore Romano, 23 marzo 2013.