domenica 12 agosto 2012

(a cura Redazione "Il sismografo")
Domani 13 agosto, secondo quanto dichiarò p. Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, lo scorso 8 agosto, dovrebbe essere chiusa formalmente l'Istruttoria che coinvolge l'ex aiutante di camera di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, accusato di furto aggravato (di documenti pontifici).
La sentenza del giudice istruttore Piero Bonnet dovrebbe pronunciarsi in favore del proscioglimento dell'accusato o del suo rinvio a giudizio, cosa quest'ultima che risulta essere l'opzione definitiva. La sentenza sarà formalizzata dopo la requisitoria del  Promotore di giustizia Nicola Picardi.
23 maggio
Arresto di Paolo Gabriele. La notizia resta riservata e solo la mattina del 25 maggio viene resa pubblica.
25 maggio
La Sala stampa vaticana comunica che nell'ambito delle indagini sui Vatileaks è stata arrestata una persona: "un laico", precisa il comunicato che peraltro non rivela le sue generalità. L'arresto era avvenuto in realtà la sera di mercoledì 23 maggio.
26 maggio
P. F. Lombardi, portavoce della Santa Sede, comunica: "Confermo che la persona arrestata mercoledì sera per possesso illecito di documenti riservati, è il signor Paolo Gabriele, che rimane tuttora in stato di detenzione". E' la prima volta che il nome dell'ex aiutante di camera viene ufficialmente comunicato ai giornalisti.
5 giugno
Primo interrogatorio formale di Paolo Gabriele nell'ambito di un'Istruttoria che resterà fine alla fine coperta dal segreto.
21 luglio
Paolo Gabriele ottiene gli arresti domiciliari nel suo appartamento dentro la Città del Vaticano. «Ha collaborato molto ampiamente, fin dai primi momenti, con gli inquirenti e con il giudice istruttore", dichiarano i suoi avvocati: Carlo Fusco e Cristiana Arru.
Durante i 60 giorni che Gabriele è rimasto in una camera di sicurezza della Gendarmeria Vaticana è stato interrogato a più riprese e a volte per molte ore. Gabriele inoltre è stato ascoltato a lungo dai tre cardinali della Commissione creata dal Papa per far luce sulla fuga di documenti coperti dal segreto d'ufficio. L'imputato ha potuto incontrare non solo i suoi avvocati ma anche la famiglia, moglie e figli e altri parenti vicini.