venerdì 17 agosto 2012

Vaticano
(a cura Redazione “Il sismografo”)
(Luis Badilla) Seguendo e riordinando cronologicamente i numerosi contenuti della Requistoria pubblicata il 13 agosto, riguardo al rinvio a giudizio di Paolo e Gabriele e Claudio Sciarpelletti, si ottiene una visione panoramica di fatti sino ad oggi completamente sconosciuti. Usando diversi stralci della Requistoria vi proponiamo un percorso cronologico interessante sui fatti principali e sulla loro cadenza temporale.
● 3 - 6 febbraio 2012
La prima denuncia alla giustizia vaticana dopo la puntata di “Gli intoccabili” (La 7 – 25 gennaio 2012) di Gianluigi Nuzzi.
- Con rapporto del 3 febbraio 2012 pervenuto a questo Ufficio il 6 febbraio 2012, il direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile presenta, dopo il programma de La 7 (Gli Intoccabili) «denuncia contro ignoti per la commissione di delitti contro lo Stato e i poteri dello stesso, calunnia e diffamazione».
Nota della Redazione. Il 25 gennaio e il 22 febbraio 2012, sulla 7, Gianlugi Nuzzi nel suo programma "Gli intoccabili" aveva proposto, nel primo, un'inchiesta "su appalti facili, fenomeni di corruzione nei comitati di finanza e gestione e tangenti all’ombra del Vaticano" e in questo contesto aveva rivelato una lettera del 7 luglio 2011 a Benedetto XVI dall'allora Segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, mons. Carlo Maria Viganò, oggi Nunzio negli Stati Uniti. Nella puntata del 22 febbraio fu diffusa invece un'intervista ad una persona semi oscurata, presentata come "uno" di una ventina di "corvi", che dichiara:  “Lavoro in Vaticano da una ventina d’anni” (...) “Forse c’è una sorta di omertà a non fare emergere la verità delle cose. Non tanto per lotte di potere: forse, per paura, per timore”.
● 22 febbraio 2012
Rivelazione parziale di una Nota privata di p. Federico Lombardi sul caso di Emanuela Orlandi.
- Il programma “Chi l’ha visto?” di Rai 3, condotto dalla giornalista Federica Sciarelli, rivela parzialmente il contenuto di una Nota privata di p. Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, indirizzata ai Superiori in cui vengono riassunti le principali fasi e ipotesi sul caso del rapitmento di Emanuela Orlandi.
● 19 maggio 2012
Pubblicazione del libro di Gianluigi Nuzzi.
- Si presenta in Italia il libro del giornalista Gianluigi Nuzzi dal titolo “Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI”.
Nota della Redazione. La pubblicazione di questo libro sembra segnare la svolta delle indagini che, stanno ai racconti della Requistoria, non avevano registrato progressi rilevanti, anche se ciò non vuol dire che sia proprio così poiché molti passaggi dell’inchiesta non sono pubblici ancora. Dal 6 febbraio al 21 maggio, dalla denuncia presentata dal direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile alla pubblicazione del libro di Nuzzi, passano 106 giorni.
●21 maggio 2012
Riunione della Famiglia Pontificia convocata da mons. Georg Gänswein. I primi sospetti su Paolo Gabriele.
- Il 21 maggio si è svolta una riunione della "Famiglia Pontificia", riunione di cui era preventivamente informato il Santo Padre. Erano presenti Mons. Georg Gänswein, Segretario particolare di Sua Santità, Mons. Alfred Xuereb, Prelato d’Onore di Sua Santità, Suor Birgit Wansing, le quattro memores e Paolo Gabriele.
- Mons. Georg Gänswein, dopo aver riferito che nel volume erano inseriti documenti riservati, ha chiesto a ciascuno dei presenti se avesse consegnato documenti al giornalista (teste M, una delle memores, 18 luglio 2012, doc. 138 del fascicolo d’Ufficio).
- A fronte delle risposte negative dei presenti, Mons. Georg Gänswein ha fatto presente al Gabriele che «due lettere pubblicate nel volume Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI certamente lui (Gabriele) aveva avuto per le mani in quanto (egli Mons. Georg Gänswein) aveva chiesto a lui di preparare una risposta e che inoltre non erano uscite dall’ufficio. Gli ho anche indicato un appunto di P. Lombardi relativo al caso (…) che certamente non era uscito dall’ufficio. Avendogli detto davanti a tutti che questo, pur non dando la prova, creava un forte sospetto nei suoi confronti, ho avuto come risposta una negazione decisa e assoluta del fatto» (teste Gänswein 18 luglio 2012, doc. 136, del presente fascicolo).
- La teste O (stessa data, doc. 135) ha precisato, in proposito, che «egli (il Gabriele) non soltanto ha negato in modo fermo e deciso ogni sua responsabilità ma ha chiesto con molta meraviglia come questi sospetti fossero potuti nascere nella mente di Mons. Georg Gänswein». Circostanze queste, confermate dalle testi M, già citata, e N, un’altra delle memores (stessa data, doc. 137).
Nota della Redazione. Sembra plausibile pensare che “un appunto di P. Lombardi relativo al caso (...)” sia la nota privata del portavoce della Santa Sede in cui riassume la complessa e dolorosa vicenda di Emanuela Orlandi. Questa nota fu rivelata parzialmente dalla giornalista Federica Sciarelli nella punta del 22 febbraio 2012 del Programma “Chi l’ha visto?” (Rai 3).
● 23 maggio 2012
Il Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile chiede al giudice autorizzazione per una perquisizione personale e domiciliare di Paolo Gabriele, ritenuto ormai il sospettato principale.
- Il 23 maggio perveniva a questo Ufficio altro rapporto con il quale il Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile sollevava sospetti nei confronti del Signor Paolo Gabriele, Aiutante di Camera di Sua Santità, quale responsabile di furto aggravato di documenti riservati che erano stati forniti al Nuzzi.
Contemporaneamente il predetto Direttore richiedeva al Promotore di Giustizia l’autorizzazione a procedere alla perquisizione personale, domiciliare, nonché dell’ufficio del Gabriele.
- Il sottoscritto, con provvedimento dello stesso 23 maggio, autorizzava la Polizia Giudiziaria a procedere alla predetta perquisizione, nonché, con provvedimento nella stessa data, a procedere altresì all’analisi forense delle apparecchiature informatiche, cine-fotografiche, e dei telefoni cellulari o fissi in possesso del predetto Gabriele.
● 23 maggio 2012. Arresto di Paolo Gabriele o fermo di polizia?
Nota della Redazione. Secondo la stampa la sera del 23 maggio Paolo Gabriele viene arrestato e condotto alle camere di sicurezza della Gendarmeria Vaticana.
Il 25 maggio il portavoce vaticano p. Lombardi, in una riposta orale alle domande dei giornalisti dichiara: “L'attività di indagine avviata dalla Gendarmeria secondo istruzioni ricevute dalla Commissione cardinalizia e sotto la direzione del Promotore di Giustizia ha permesso di individuare una persona in possesso illecito di documenti riservati. Questa persona si trova ora a disposizione della magistratura vaticana per ulteriori approfondimenti”.
Padre Lombardi non comunica il nome dell’arrestato e neanche la data dell’arresto. Lo farà solo il 26 maggio con una Nota scritta in cui facendo riferimento all'arresto parla di “mercoledì” (23 maggio).
Nella Requistoria l’arresto però viene fissato il giorno 24 maggio e lo si scrive esplicitamente. Forse il 23 Gabriele era stato oggetto solo di un fermo di polizia?
● 24 maggio 2012
Risultanze delle perquisizioni a P. Gabriele e l’arresto. Primo interrogatorio. Apertura dell’Istruttoria. Contestazione del reato di “furto aggravato”. Perquisizione ad una persona non identiticata nella Requisitoria.
- Con rapporto 24 maggio 2012 il Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile informava, poi, questo Ufficio che, a seguito della perquisizione a carico del Gabriele, era stato rinvenuta una enorme quantità di documenti, alcuni dei quali, di proprietà e di stretto interesse della Santa Sede e dello Stato della Città Vaticano, risultavano, già ad un primo esame, pubblicati nel libro del Nuzzi.
- Su autorizzazione di questo Ufficio si procedeva, quindi, all’arresto del Gabriele, arresto immediatamente convalidato dal sottoscritto, che, nella stessa data, autorizzava la Polizia Giudiziaria a provvedere ad una analisi preliminare della documentazione sequestrata.
- Il Promotore di Giustizia, già con provvedimento del 24 maggio 2012, richiedeva l’apertura dell’istruttoria formale ai sensi dell’artt. 187 e segg. c.p.p. Le ulteriori indagini sono, quindi, proseguite sotto la direzione del Giudice Istruttore e con la presenza del sottoscritto Promotore di Giustizia, nella sola funzione di pubblico ministero.
- Una volta arrestato, il 24 maggio 2012, Paolo Gabriele - assistito dai difensori di fiducia, avvocati Carlo Fusco e Cristiana Arru - è stato interrogato, per la prima volta, dal Giudice Istruttore. Pur avendo dichiarato di aver «deciso di dare la mia collaborazione ai fini dello scoprimento della verità», alle specifiche domande del Giudice si è, peraltro, avvalso della facoltà di non rispondere ed il Giudice Istruttore ha confermato lo stato di arresto, contestandogli il reato di furto aggravato (art. 402 e ss. c.p.) in stato di flagranza (art. 168 c.p.p.).
- Con ulteriore rapporto del 24 maggio il predetto Direttore segnalava che a pag. 132 del libro di Nuzzi era pubblicato un documento che avrebbe potuto essere stato divulgato da (…) e richiedeva l’autorizzazione alla perquisizione personale e degli ambienti in uso al predetto (…). Autorizzazione che il sottoscritto accordava.
● 25 maggio 2012
Dopo le perquisizioni del suo uffico scatta l’arresto del tecnico informatico Claudio Sciarpelletti, al quale si contestano numerosi reati. Sciarpelletti indica in Gabriele la persona che gli consegnò la busta con documenti riservati.
- Con rapporto 25 maggio 2012 il Direttore dei predetti Servizi segnalava, inoltre, che il signor Claudio Sciarpelletti risultava avere avuto continui contatti con il Gabriele e – previa autorizzazione del sottoscritto - veniva quindi eseguita, nello stesso giorno 25 maggio, una ulteriore perquisizione, nei locali della Segreteria di Stato, e delle relative pertinenze in uso allo Sciarpelletti. Anche questa perquisizione dava esito positivo, in quanto venivano sequestrati ulteriori documenti rilevanti ai fini della presente procedura. Contestati, quindi, i reati di falsa testimonianza, concorso reale nel reato di furto aggravato di documenti, favoreggiamento, nonché il reato di violazione dei segreti, lo Sciarpelletti veniva posto in stato di arresto(Prot. n. 19/12 Reg. Gen. Pen.).
- La Polizia Giudiziaria, ritiene che lo Sciarpelletti aveva tenuto un comportamento contraddittorio e reticente, alle ore 19 del 25 maggio, procedeva al suo arresto, denunciandolo all’Autorità Giudiziaria per i reati di falsa testimonianza (art. 214 C.p.), concorso reale nel reato di furto aggravato di documenti della Santa Sede (art. 63 e 402 C.p.), favoreggiamento (art. 225 c.p.) e violazione di segreti (art. 159 C.p.).
Il sottoscritto Promotore di Giustizia, con la richiesta di chiusura parziale della procedura, osservava che lo Sciarpelletti effettivamente ha tenuto un comportamento ondivago e contraddittorio.
- La mattina del 25 maggio lo Sciarpelletti ha dichiarato alla Polizia Giudiziaria di non avere «una particolare amicizia» con il Gabriele «ma solo un buon rapporto di lavoro» (all. 1/1 sempre del proc. 19/12 Reg. Gen. Pen.). Durante la perquisizione è stato lui ad indicare agli inquirenti il cassetto della sua scrivania nel quale è stata reperita la busta contenente i documenti di particolare interesse per le indagini in corso (doc. 94 e deposizione dei testi D, doc. n. 109 e L, doc. 134). La sera dello stesso giorno, dopo l’arresto, l’imputato ha dichiarato spontaneamente alla Polizia Giudiziaria che era stato Gabriele a consegnargli tutto il materiale contenuto nella busta «affinché io gli esprimessi un parere…Era mia intenzione aprirla e leggerla, ma non l’ho mai fatto perché la cosa non mi interessava più di tanto e a distanza di tempo, me ne sono dimenticato (all. 1/4 del procedimento n. 19/12».
● 26 maggio 2012
Un Comunicato della Sala stampa vaticana fornisce la data dell'arresto e il nome dell’arrestato e offre altre informazioni sull’avvio formale dell’Istruttoria.
Testo di P. Federico Lombardi: “Confermo che la persona arrestata mercoledì sera per possesso illecito di documenti riservati, rinvenuti nella sua abitazione in territorio vaticano, è il Sig. Paolo Gabriele, che rimane tuttora in stato di detenzione. Si è conclusa la prima fase di "istruttoria sommaria" sotto la direzione del Promotore di Giustizia, prof. Nicola Picardi, e si è avviata la fase di "istruttoria formale" condotta dal Giudice istruttore, prof. Piero Antonio Bonnet. L’imputato ha nominato due avvocati di sua fiducia, abilitati ad agire presso il Tribunale vaticano, e ha avuto la possibilità di incontrarli. Essi potranno assisterlo nelle successive fasi del procedimento. Egli gode di tutte le garanzie giuridiche previste dai codici penale e di procedura penale in vigore nello Stato della Città del Vaticano. La fase istruttoria proseguirà fino a che non sia acquisito un quadro adeguato della situazione oggetto di indagine, dopodiché il Giudice istruttore procederà al proscioglimento o al rinvio a giudizio”. (Bollettino Ufficiale Santa Sede).
● 26 maggio 2012
Interrogatorio di Claudio Sciarpelletti che poi viene rilasciato in libertà provvisoria.
- Il sottoscritto Promotore di Giustizia (Prot. n. 19/12 Reg. Gen. Pen.), in data 26 maggio, interrogato l’imputato (C. Sciarpelletti), gli ha, peraltro, concesso la libertà provvisoria, previa cauzione e con l’obbligo di osservare alcune prescrizioni, disponendo, inoltre, la riunione del presente procedimento a quello Prot. n. 8/12 Reg. Gen. Pen. a carico di Gabriele Paolo, per connessione.
- Il Promotore di Giustizia, la mattina del 26 maggio, procedeva, quindi, all’interrogatorio dell’imputato, assistito dal suo difensore di fiducia, Avv. Gianluca Benedetti, e gli concedeva la libertà provvisoria, previa cauzione e con l’obbligo di osservare talune prescrizioni.
- Il 26 mattina, interrogato dal sottoscritto Promotore di Giustizia, lo Sciarpelletti ha invece dichiarato che «la busta…non mi è stata consegnata dal Sig. Paolo Gabriele e la parola scritta "Personale P. Gabriele" è stata da me apposta…Questa busta…mi fu consegnata da W affinché io la conservassi e la consegnassi a Paolo Gabriele. La busta mi è stata consegnata circa due anni fa ed è rimasta sempre chiusa e nella mia scrivania. Francamente io me ne ero dimenticato in quanto nessuno me l’aveva chiesta» (doc. 2 sempre del proc. n. 19/12).
● 29 maggio 2012
Dichiarazioni spontanee del Sciarpelletti alla Polizia Giudiziaria.
Il 29 maggio 2012 lo Sciarpelletti ha peraltro, spontaneamente dichiarato alla Polizia Giudiziaria «mi ricordo di aver ricevuto una busta con appositi timbri…da W…per consegnarla al Sig. Gabriele e dove ho scritto in calce "Personale P. Gabriele" . Mi ricordo, solo ora, di aver ricevuto una busta simile, sempre chiusa, con apposti alcuni timbri…, di cui ignoro il contenuto, da parte di X», aggiungendo «per il mio lavoro…capita di portare corrispondenza per l’aiutante di camera e per i segretari del Santo Padre» (doc. 4, all. n. 1, sempre del proc. n. 19/12).
● 5 – 6 giugno 2012
Secondo interrogatorio di Gabriele che spiega il perché del suo operato. Racconta inoltre i suoi rapporti con Gianluigi Nuzzi. I rapporti con il suo direttore spirituale.
- Interrogato una seconda volta nei giorni 5 e 6 giugno, il Gabriele ha successivamente risposto alle predette domande del Giudice. In particolare, in ordine ai documenti di proprietà della Santa Sede reperiti presso la sua abitazione, egli ha dichiarato di aver «proceduto alla duplicazione dei documenti fotocopiandoli in ufficio e successivamente portandoli a casa. Negli ultimi tempi, quando la situazione è degenerata, provvedevo, per non restare senza copie, alla loro duplicazione attraverso la fotocopiatrice inserita nella stampante del computer». In effetti «non ho conservato alcun documento originale in quanto altrimenti ne sarebbe stata notata la mancanza». L’imputato ha aggiunto: «anche se il possesso di tali documenti è cosa illecita ho ritenuto di doverlo effettuare spinto da diverse ragioni». Oltre agli interessi personali, fra i quali quello per l’intelligence, «ritenevo che anche il Sommo Pontefice non fosse correttamente informato». «Vedendo male e corruzione dappertutto nella Chiesa… ero sicuro che uno shock, anche mediatico, avrebbe potuto essere salutare per riportare la Chiesa nel suo giusto binario… In qualche modo pensavo che nella Chiesa questo ruolo fosse proprio dello Spirito Santo, di cui mi sentivo in certa maniera infiltrato» (verbale del 5 giugno 2012, doc. n. 46).
- Quanto alla successiva diffusione dei predetti documenti, l’imputato ha dichiarato: «ho scelto la persona del Nuzzi come interlocutore a preferenza di altri soprattutto per l’impressione che aveva destato in me il volume Vaticano S.p.A. Il Nuzzi mi dava fiducia perché mi sembrava persona preoccupata di dare informazioni senza gettare fango e senza calunniare altre persone». Il Gabriele ha, quindi, precisato le modalità con le quali ha rintracciato, in Italia, il Nuzzi e gli incontri con lui – sempre in territorio italiano – fra novembre 2011 e gennaio 2012 «a distanza di circa una settimana e poi di due settimane... successivamente il nostro rapporto è venuto scemando di intensità». L’imputato ha, quindi, dichiarato di aver consegnato al Nuzzi i documenti a più riprese e che non aveva «mai ricevuto denaro o altri benefici». Il Nuzzi, del resto, gli aveva detto «che non era solito avere documentazione a pagamento». Il giornalista gli ha fatto anche un’intervista televisiva con «tutte le precauzioni necessarie affinché io non venissi riconosciuto», ma questa intervista è stata trasmessa solo in parte (verbale del 6 giugno 2012, doc. n. 47).
- Il Gabriele ha, inoltre, precisato che «dei documenti consegnati a Nuzzi ho fatto fotocopie che ho consegnato al padre spirituale B», asserendo che «fra le copie» consegnate al Nuzzi e quelle consegnate a B «ci fosse una identità», salvo eventuali diversità meramente casuali. Pertanto «le carte rimaste a casa (e sequestrate a seguito della perquisizione) sono sostanzialmente un rimasuglio disordinato dovuto al caos di documenti che avevo con me» (verbale del 5 giugno citato). Il 28 giugno 2012 è stato, quindi, convocato quale testimone B, il quale ha confermato di aver ricevuto dal Gabriele, tra il febbraio ed il marzo 2012, una serie di documenti conservati in una scatola con lo stemma pontificio, di cui non aveva conosciuto il contenuto. Nell’affidare tali documenti il Gabriele non ebbe a porgli alcuna condizione, ma si limitò a dirgli che «si trattava di documenti molto importanti che riguardavano la Santa Sede». B ha dichiarato di averli conservati per qualche giorno per poi bruciarli in quanto, soprattutto, «sapevo che…erano il frutto di una attività non legittima e non "onesta" e temevo che se ne potesse fare uso altrettanto non legittimo e "onesto" (doc. n. 33).
● 16 giugno 2012
Apertura dell’Istruttoria formale a carico di C. Sciarpelletti.
Il 16 giugno successivo, il sottoscritto, ritenuto che i fatti contestati allo Sciarpelletti sono connessi al procedimento a carico del Gabriele, trasmetteva gli atti al signor Giudice Istruttore per il prosieguo delle indagini con le modalità dell’istruzione formale.
● 28 giugno 2012.
Contestati a C. Sciarpelletti alcuni reati specifici.
Il Giudice Istruttore, nell’interrogatorio del 28 giugno (doc. 94), ha provveduto a contestare allo Sciarpelletti i reati di concorso nel reato di furto aggravato (artt. 63 e 402 ss. C.p.), di favoreggiamento (art. 225 C.p.) e di violazione di segreti (art. 159 C.p.).
- Il 28 giugno, interrogato dal giudice Istruttore (doc. 94), l’imputato ha precisato i rapporti che intratteneva col Gabriele «anche fuori dal lavoro» e che, a volte, coinvolgevano le rispettive famiglie. Egli era a conoscenza anche della «vita e (dell’)infanzia dolorosa di Paolo Gabriele» Quanto alla busta rinvenuta nel suo cassetto, Sciarpelletti ha dichiarato «presumo, ma non ne sono assolutamente certo,…che si trattò della busta affidatami da W per Paolo Gabriele»; «vicenda diversa» era, invece, quella della busta affidatagli da X a dicembre 2011 o a gennaio 2012.
● 21 luglio 2012
Ultimo interrogatorio di Gabriele. Contestazione di possesso illegittimo di oggetti di proprietà pontificia. Arresti domiciliari per Gabriele.
- Nell’ultimo interrogatorio del 21 luglio (doc. n. 142) il giudice Istruttore ha, fra l’altro, fatto presente che nel volume Sua Santità del Nuzzi sono stati riprodotti documenti non rinvenuti tra quelli reperiti, in sede di perquisizione, nella casa del Gabriele. Gli ha chiesto, quindi, se fosse stato lui a fornirglieli. In via esemplificativa il Giudice ha fatto riferimento ai documenti riprodotti alle pagg. 286, 288, 296, 304-305 e 310, aggiungendo, alla fine, il doc. 293 sulla questione dell’ICI. Per ognuno di questi documenti l’imputato ha dichiarato di essere stato lui a fornirli al giornalista. - - Ha trovato così conferma quanto da lui dichiarato nel secondo interrogatorio il 5 giugno nel quale aveva precisato che i documenti rintracciati nella perquisizione costituiscono solo «un rimasuglio» (doc. n. 46).
- Il Giudice istruttore ha, inoltre, contestato al Gabriele il ritrovamento a casa sua, in corso della perquisizione, di tre oggetti a lui non appartenenti:
1) Un assegno bancario di Euro 100.000,00 (centomila/00) intestato a Santidad Papa Benedicto XVI, datato 26 marzo 2012, proveniente dall’Universitad Catolica San Antonio di Guadalupe;
2) Una pepita presunta d’oro, indirizzata a Sua Santità dal Signor Guido del Castillo, direttore dell’ARU di Lima (Perù);
3) Una cinquecentina dell’Eneide, traduzione di Annibal Caro stampata a Venezia nel 1581, dono a Sua Santità delle "Famiglie di Pomezia".
- Il Gabriele nell’interrogatorio del 21 luglio (doc. 142) ha, a sua volta, precisato di aver con lo Sciarpelletti «un rapporto di amicizia…ci incontravamo anche fuori e con le famiglie, anche a casa dello Sciarpelletti» ed ha dichiarato di essere stato lui a dare la busta con i documenti allo Sciarpelletti «perché mi desse il suo parere su quei documenti» e non perché fossero consegnati ad altra persona, aggiungendo, altresì, «lo Sciarpelletti non mi ha dato mai nulla».
●13 agosto 2012
Pubblicazione della Requisitoria.
 SINTESI
3 - 6 febbraio 2012
La prima denuncia alla giustizia vaticana dopo la puntata di “Gli intoccabili” (La 7 – 25 gennaio 2012) di Gianluigi Nuzzi.
● 22 febbraio 2012.
Rivelazione parziale di una Nota privata di p. Federico Lombardi sul caso di Emanuela Orlandi.
● 19 maggio 2012
Pubblicazione del libro di Gianluigi Nuzzi.
●21 maggio 2012
Riunione della Famiglia Pontificia convocata da mons. Georg Gänswein. I primi sospetti su Paolo Gabriele.
● 23 maggio 2012
Il Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile chiede al giudice autorizzazione per una perquisizione personale e domiciliare di Paolo Gabriele, ritenuto ormai il sospetto principale.
● 23 maggio 2012.
Arresto di Paolo Gabriele (o fermo di polizia)?
● 24 maggio 2012
Risultanze delle perquisizioni a P. Gabriele e l’arresto. Primo interrogatorio. Apertura dell’Istruttoria. Contestazione del reato di “furto aggravato”. Perquisizione ad una persona non identiticata nella Requisitoria.
● 25 maggio 2012
Dopo le perquisizione del suo uffico scatta l’arresto del tecnico informatico Claudio Sciarpelletti, al quale si contestano numerosi reati. Sciarpelletti indica in Gabriele la persona che gli consegnò la busta con documenti riservati.
● 26 maggio 2012
Un Comunicato della Sala stampa vaticana fornisce la data del arresto e il nome dell’arrestato e offre altre informazioni sull’avvio formale dell’Istruttoria.
● 26 maggio 2012
Interrogatorio di Claudio Sciarpelletti che poi viene rilasciato in libertà provvisoria.
● 29 maggio 2012
Dichiarazioni spotaneee del Sciarpelletti alla Polizia Giudiziaria.
● 5 – 6 giugno 2012
Secondo interrogatorio di Gabriele che spiega il perché del suo operato. Racconta inoltre i suoi rapporti con Gianluigi Nuzzi. I rapporti con il suo direttore spirituale.
● 16 giugno 2012
Apertura dell’Istruttoria formale a carico di C. Sciarpelletti.
● 28 giugno 2012.
Contestati a C. Sciarpelletti alcuni reati specifici.
● 21 luglio 2012
Ultimo interrogatorio di Gabriele. Contestazione di possesso illegittimo di oggetti degli appartamenti pontifici. Arresti domiciliari.
●13 agosto 2012
Pubblicazione della Requisitoria.