giovedì 28 giugno 2012

Vaticano
Nuovo Ior. Tornano i fantasmi dell’Ambrosiano  
Il Fatto Quotidiano - Rassegna "Fine Settimana"
Un mese fa veniva silurato il presidente Ettore Gotti Tedeschi, ieri si è riunito il consiglio di sorveglianza e la commissione cardinalizia che riferisce al segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Ci sono due scadenze immediate che turbano ancora l'Istituto per le Opere Religiose:
l'ingresso nella white list per uscire dal gruppo di Stati canaglia che non combattono il riciclaggio di denaro sporco, e va ricordato che lo Ior è un fondo sovrano dove tutto e sempre confluisce; la nomina di un successore di Gotti Tedeschi, una sedie vuota ricoperta ad interim dal tedesco Schmitz. Oltre l'ex banchiere di Deustche Bank, il gruppo laico è composto dal notaio torinese Antonio Maria Marocco, dal Cavaliere di Colombo Carl Anderson (che scrisse la violenta lettera di licenziamento a Gotti Tedeschi) e Manuel Soto Serrano (Santander). Il consiglio di sorveglianza è consapevole che, dopo la bocciatura quasi totale di Moneyval , la prossima settimana a Strasburgo lo Ior sarà ufficialmente fuori dalla white list. Il Vaticano vuole, però, entrare nella grey list, dove il bianco non è esattamente così, ma sarebbe un passo avanti per l'oscura cassa santa. Entro settembre, prima che Bertone lasci la segreteria di Stato, va trovato il nuovo presidente Ior. Tutti i segnali portano negli Stati Uniti, a un uomo di Merril Lynch, dopo che la sezione della banca d'affari europea ha rotto i rapporti con il Vaticano, mentre quella centrale americana continua ad averne, e pure saldissimi. Oltre il tedesco Hans Tietmeyr, per gli italiani - insieme a Bazoli e Mussari - si fa il nome di Paolo Mennini, che già coordina il patrimonio immobiliare del Vaticano, fratello di Antonello, nunzio apostolico a Londra e conosciuto come cappellano di Aldo Moro e soprattutto figlio di Luigi, alto funzionario Ior coinvolto nel fallimento del banco Ambrosiano negli anni di Marcinkus.