martedì 22 maggio 2012

Santo Padre, amato Successore di Pietro, il 16 aprile Ella ha ricordato il Suo 85.mo Genetliaco, celebrando la Santa Messa con i Vescovi della Baviera, nel raccoglimento della vicina Cappella Paolina.
In quel giorno, ho avuto anch’io l’onore di poter partecipare a quell’ora di intensa preghiera, in rappresentanza della grande Famiglia Pontificia. All’inizio della celebrazione avevo sentito il dovere di ringraziarLa per il generoso servizio reso alla Santa Chiesa nel corso di questi anni, dopo aver risposto con amore all’invito di Gesù: “Se mi ami, pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle” (Gv 21, 15-17).
In quell’occasione chiedevo poi al Signore che si realizzasse in Lei la promessa fatta da Dio per ’uomo giusto nel Salmo 91: “lo sazierò di lunghi anni “longitudine dierum replebo erum” (Salmo 91, 16).
Con gli stessi sentimenti sono ora lieto di rinnovare a Vostra Santità gli auguri dei Confratelli Cardinali residenti in Roma, che si congratulano con Lei per il traguardo raggiunto e Le esprimono i voti più fervidi per l’avvenire.
Siamo ancora nel tempo pasquale e l’Alleluia continua a sgorgare dal nostro cuore per le meraviglie che Dio continua ad operare in mezzo a noi, attraverso il ministero del Successore di Pietro.
Certo le nostre voci non sono in grado di imitare il Coro dell’Opera di Roma che, nei giorni scorsi, ha eseguito di fronte a Lei il “Te Deum” di Verdi, né pretendiamo di eguagliare le voci possenti del Coro di Lipsia che il 20 aprile Le aveva cantato il famoso “Lobgesang” di Mendelssohn Bartholdy. Ma cn lo stesso entusiasmo almeno vogliamo elevare anche noi un “Te Deum” al Signore per i doni che Le ha concesso e ha concesso alla Sua Santa Chiesa attraverso il Suo ministero petrino.
In realtà, nel corso di sette anni di Pontificato, Ella non ha cessato di invitare tutti i credenti a riscoprire i contenuti della fede, di una fede professata, celebrata, vissuta e pregata, come ben ci ha ricordato nella Lettera Apostolica “Porta Fidei”.
Ad un mondo in ricerca d’un avvenire migliore Vostra Santità poi sempre ci ricorda che le uniche forze del progresso sono quelle che cambiano il cuore dell’uomo, nella fedeltà a quei valori spirituali che non tramontano mai.
Ed inoltre, poi, come Buon Samaritano sulle strade del mondo, Ella continua a spronarci al servizio del prossimo, ricordandoci sempre le parole di Gesù: “Cosa avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”. (Mt 25, 40). Grazie Padre Santo, per il servizio che rende alla Santa Chiesa.
Ed ora, grazie per averci invitato a quest’agape fraterna. Fra i vari gravosi “negotia” di ogni giorno, possa Vostra Santità godere di un momento o di alcuni momenti di “otia” di cui parlavano gli antichi Romani.
Grati per il Suo esempio di grande fraternità con questo invito, Le esprimiamo tutta la nostra vicinanza all’inizio del Suo ottavo anno di Pontificato e Le auguriamo anni lunghi e felici, benedetti dal Signore! Tanti auguri!