domenica 13 maggio 2012

(a cura Redazione “Il sismografo”)
Santità, è un grande onore darle il benvenuto ad Arezzo in questo antico e stupendo giardino, prossimo alla Fortezza Medicea, che rappresenta non solo l'acropoli della città ma anche il suo cuore antico. Qui c'è la storia di Arezzo, qui ci sono i suoi cittadini, qui ci sono i fedeli dell'intera Toscana con le Autorità civili, religiose e militari. Un ringraziamento particolare al Presidente del Consiglio Mario Monti che è oggi qui con noi nella sua prima visita da Presidente del Consiglio nella nostra città.
La accoglie una Città di grande storia e di grandi tradizioni, una Città da sempre operosa e forte nell'ingegno e nella laboriosità dei propri abitanti, una Città che da dopoguerra ha saputo riscattare una povertà diffusa in una grande espansione industriale, ma anche ima Città dal grande cuore che da sempre, con le tantissime iniziative di volontariato, ha saputo dare corpo istituzionale alla innata generosità del popolo.
A me, Santità, spetta l'onore di accoglierLa e di darLe il benvenuto a nome di tutti i cittadini di Arezzo.
A me, Santità, spetta l'onore di ringraziarLa e di esprimerLe la gioia che la Sua visita provoca in tutti noi. E la certezza che la nostra comunità saprà trarre dalle Sue parole, stimolo e alimento per la propria crescita.
Nell'affannosa vita quotidiana, infatti, siamo spesso portati ad avere attenzione solo ai problemi che ogni ora ci troviamo davanti ed attenuiamo la nostra capacità di guardarci intorno, di avere attenzione agli altri, di comprendere l'assoluta necessità, etica e politica, di costruire insieme un futuro migliore per tutti. E quando scriviamo "tutti", dobbiamo aver chiaro che non ci riferiamo solo ai concittadini ma all'umanità, soprattutto ai bambini, alle donne, agli uomini che vivono situazioni di povertà, malattia, guerra.
Ognuno è chiamato a svolgere un proprio ruolo e in questa azione sono importanti le riflessioni a cui le Sue parole ci hanno e ci possono indurre.
Quando, ad esempio, affrontiamo il tema della crisi economica, elenchiamo fattori economici, politici, finanziari. Ad essi, come Lei ci ha più volte ricordato, dobbiamo sempre aggiungere anche quelli morali. La ringraziamo, quindi, per averci ricordato che "la crisi attuale ha nelle sue radici anche l'individualismo, che oscura la dimensione relazionale dell'uomo e lo conduce a chiudersi nel proprio piccolo mondo, ad essere attento a soddisfare innanzitutto i propri bisogni, e desideri, preoccupandosi poco degli altri".
Ecco che le Sue parole e il Suo insegnamento ci consentono di alzare la testa dalla quotidianità, di assumere una visione più ampia dei problemi e della vita. Noi amministratori pubblici siamo chiamati ad agire nell'interesse generale ed individuare quali priorità la garanzia della vita e del futuro dei più deboli. Penso ai bambini, agli anziani ma soprattutto ai giovani che rischiano di diventare adulti privi della cosa più importante e cioè di una speranza e di un progetto per il futuro.
I Sindaci, gli amministratori pubblici operano ogni giorno con la consapevolezza di questi problemi. Nelle condizioni che sono consentite, con le capacità di cui dispongono. Affermando una cultura della legalità che, come Lei ha scritto, aiuti "i cittadini a comprendere che le leggi servono per incanalare le tante energie positive presenti nella società e così permettere la promozione del bene comune".
A Lei, Santità, il saluto della città di Arezzo. A Lei, Signor Presidente del Consiglio, il ringraziamento per essere oggi qui oggi con noi A lei, Monsignor Riccardo Fontana e alla Chiesa Aretina la riconoscenza per aver reso possibile questo grande evento spirituale che ci apprestiamo a vivere oggi. Benvenuto ad Arezzo Santità. Giuseppe Fanfani